Illuminazione in doppia altezza con soffitto in legno
La doppia altezza porta subito lo sguardo verso l’alto, dove il soffitto in legno resta pienamente visibile e dà il ritmo all’intero ambiente. Qui l’illuminazione doppia altezza non serve solo a distribuire luce: disegna il passaggio tra cucina, sala da pranzo e soggiorno, mentre l’ufficio aperto si lega alla zona giorno attraverso la vide. Il risultato si legge nei materiali e nei tagli di luce, tra travi, superfici scure e aperture ampie.
Il soffitto in legno come punto di partenza
Nel volume alto, il legno del soffitto non viene nascosto. Al contrario, resta il piano più evidente della stanza. Per questo il gruppo luci sopra tavolo è stato pensato per lavorare verso l’alto, non solo sul piano del tavolo. Le sospensioni, dall’aspetto nostalgico, sono state riunite in una composizione a più livelli: una scelta che interrompe la linearità del vuoto e accompagna l’occhio lungo la struttura lignea.
Il fatto che questi corpi illuminanti fossero nati come applique rende interessante il loro uso in sospensione. Con l’uscita del cavo spostata al centro, diventano un insieme più libero e meno prevedibile. Di giorno la composizione resta leggera sotto il soffitto; la sera, invece, le linee luminose si leggono con più forza e fanno emergere la grana del legno sopra la tavola.
Luce che sale verso la vide
La disposizione sfalsata delle sospensioni evita una lettura piatta. Ogni elemento occupa una quota leggermente diversa e così la luce sale in modo graduale lungo la doppia altezza. Il tavolo non è l’unico riferimento: conta anche la distanza tra il piano d’appoggio e il soffitto, perché proprio lì il progetto trova la sua misura. L’illuminazione soffitto in legno diventa allora parte della composizione architettonica, non un semplice supporto tecnico.
Binari discreti per cucina e soggiorno
Accanto alla presenza più scenografica della vide, cucina e soggiorno sono affidati a un binario trimless a soffitto. La linea è netta, scura, quasi disegnata sul piano superiore. Non interrompe il soffitto e lascia leggere con chiarezza l’andamento degli spazi. In un interno che unisce elementi rurali e contemporanei, questa scelta introduce un segno preciso, utile a tenere insieme le diverse zone senza irrigidirle.
I faretti su binario orientabili cambiano posizione e direzione, così la luce può seguire un tavolo, una parete o un passaggio più stretto. Nei due ambienti i binari sono stati disposti in modo specchiato e con una piega angolare, soluzione che mette in relazione cucina e soggiorno anche quando gli arredi non coincidono. La luce diventa così un filo di orientamento, più che un elemento decorativo.
Linee scure sul soffitto chiaro
La forza di questo intervento sta anche nel contrasto tra il tracciato nero dei profili e le superfici più chiare intorno. Le linee dei binari non cercano di sparire del tutto: restano leggibili e aiutano a definire i bordi della stanza. In particolare, nell’area cucina la presenza dei faretti sottolinea i punti di lavoro, mentre in soggiorno la stessa logica si sposta verso le sedute e verso la parete con il camino incassato.
Il progetto lavora per sottrazione. Nessun elemento invade il soffitto più del necessario, ma ogni corpo luce ha una funzione precisa. Questo approccio lascia respirare la doppia altezza e mantiene aperta la relazione tra i volumi. Anche quando la scena si concentra sulla zona pranzo, la lettura complessiva resta chiara: sospensioni al centro, binari ai lati, legno sopra e luce calda che scende verso il basso.
Tra fuoco e luce diffusa nel soggiorno
Nella zona giorno compaiono anche la nicchia con il camino e le superfici verticali più compatte. La fiamma inserita nella parete aggiunge un punto di luce basso, diverso rispetto ai corpi sospesi e ai faretti a soffitto. Questo scambio di quote rende più ricca la percezione del soggiorno, dove il tracciato della luce incontra materiali ruvidi, aperture ampie e dettagli più controllati. Il calore non è dichiarato a parole: si vede nella sovrapposizione delle sorgenti luminose.
Di giorno entra molta aria nella vide e il gruppo di sospensioni resta quasi sospeso nel vuoto. Quando cala la luce naturale, invece, la scena cambia. Il legno del soffitto prende profondità, le linee dei binari si fanno più evidenti e la parte centrale attorno al tavolo acquista una presenza più raccolta. È un passaggio netto, ma non brusco, costruito con pochi elementi e con una gerarchia chiara.
Un interno che collega più ambienti senza perdere precisione
La sequenza cucina, sala da pranzo e soggiorno funziona perché ogni zona ha un proprio tipo di luce, ma tutte condividono la stessa grammatica visiva. Le sospensioni parlano con il legno della vide, i binari trimless portano ordine sulle superfici orizzontali, i faretti orientabili aggiustano il tiro dove serve. In mezzo, l’ufficio aperto si collega alla vita quotidiana senza chiusure nette, attraverso il vuoto centrale e la continuità del soffitto.
Questa illuminazione doppia altezza non punta a un effetto spettacolare fine a sé stesso. Lavora piuttosto sulla lettura dello spazio: dal tavolo alla travatura, dal soggiorno alla cucina, fino al bordo della vide. Proprio per questo il progetto resta leggibile anche nei dettagli più piccoli, come l’andamento specchiato dei binari o la scelta di una luce calda che lascia emergere il legno, il vetro e le pareti con una presenza misurata.
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