Soggiorno a doppia altezza con finestre panoramiche e volume blu a forma di C
Nel soggiorno a doppia altezza la prima cosa che si nota è la spinta verso l’alto. Le finestre panoramiche portano dentro una luce ampia, mentre un volume blu a forma di C incornicia la vista e dà una direzione precisa allo spazio. Intorno, legno, grigio e accenti di pietra compongono un interno duplex che lavora per contrasti: superfici morbide, tagli netti, altezze generose. I soffitti cambiano da una stanza all’altra, con travi in legno al soffitto e listelli che rendono ogni ambiente riconoscibile.
Una doppia altezza che organizza il piano giorno
La zona giorno inferiore si apre come un volume unico, ma non resta indifferenziata. Il soffitto alto quattro metri e la doppia altezza del soggiorno creano una lettura verticale molto chiara, quasi un invito a seguire le linee fino al livello superiore. In questo quadro entra il grande elemento blu, disposto come una C: non è solo una parete di accento, ma un bordo spaziale che raccoglie il campo visivo e tiene insieme la stanza. Il risultato è un interno duplex in cui l’ampiezza non si disperde, ma si ancora a un segno preciso.
Le finestre panoramiche hanno un ruolo decisivo. Non funzionano come sfondo generico, ma come parte della composizione: i telai scuri ritagliano l’esterno e dialogano con il volume blu, con il pavimento chiaro e con i toni grigi del resto dell’arredo. Il paesaggio entra senza invadere. Questa relazione tra aperture e massa costruita è uno dei punti più leggibili del progetto, perché trasforma il soggiorno a doppia altezza in una stanza che cambia con la luce e con la profondità della vista.
Legno, blu e grigio: una palette che resta concreta
Il lessico materico è diretto. Il legno compare nei soffitti, nelle finiture verticali e nelle parti integrate, mentre il grigio del marmo o della pietra alleggerisce i passaggi tra un ambiente e l’altro. Il blu, invece, non è distribuito ovunque: entra come segno netto, concentrato nel volume a forma di C e in alcuni accenti che riprendono la stessa tonalità. Insieme, questi materiali costruiscono un interno duplex leggibile, dove ogni superficie ha una funzione visiva precisa e nessun elemento resta decorativo per default.
Le curve smorzano le transizioni. Alcuni angoli sono arrotondati e spezzano la rigidità che spesso accompagna gli spazi a doppia altezza. Qui la forma accompagna il passaggio da una zona all’altra senza ricorrere a chiusure pesanti. Il volume blu, con il suo profilo a C, lavora proprio in questa direzione: trattiene, orienta e allo stesso tempo lascia passare lo sguardo. È un gesto semplice, ma sufficiente a dare struttura all’intera area giorno.
Soffitti in legno e lamelle: ogni stanza ha il suo ritmo
I soffitti sono tra gli elementi più riconoscibili dell’appartamento. In alcune stanze compaiono travi in legno al soffitto, in altre un soffitto con listelli in legno o pannelli lavorati in modo differente. Non c’è ripetizione meccanica: ogni ambiente riceve un trattamento proprio, e questa variazione rende più chiaro il passaggio tra gli spazi. Anche l’altezza aiuta. Le superfici lignee non schiacciano il volume, ma lo misurano, portando un segno domestico dentro la grande scala del duplex.
Nelle immagini, le lamelle di legno scendono anche sulle pareti e accompagnano la zona scala, dove una scala con accenti in legno si inserisce tra grès grigio, vetro e struttura metallica. La lettura è quasi grafica: linee verticali, tagli orizzontali, fasce di luce. Il corridoio visivo che si crea intorno alla scala rende più comprensibile il rapporto fra i due livelli e rafforza la continuità dell’interno duplex, senza bisogno di elementi pesanti o eccessivamente decorativi.
La scala come soglia tra i due livelli
Accanto alla scala, le lamelle di legno costruiscono una specie di cornice continua. Non chiudono il passaggio, ma lo rendono percepibile. Il pavimento in marmo grigio riflette la luce e accentua il contrasto con il calore visivo del legno. Nella zona di ingresso, questo dispositivo è ancora più evidente: l’imbocco della scala sembra sospeso dentro una trama di listelli, con una precisione quasi artigianale che definisce il carattere del passaggio.
La bar integrata come punto centrale del piano superiore
Al piano superiore, la famiglia incontra uno spazio più raccolto ma ancora aperto alla relazione. La family room si collega allo studio tramite porte metalliche con vetro faccettato, un dettaglio che filtra la vista e introduce una texture diversa rispetto alle superfici lisce del soggiorno. Al centro, la bar integrata con piano in pietra assume il ruolo di snodo. Il suo corpo sporgente crea un piccolo affaccio interno, utile per guardare la stanza da un punto leggermente rialzato e per leggere meglio la dimensione dell’ambiente.
Il piano in pietra, con effetto marmo, introduce una nota più fredda rispetto al legno circostante. Sotto e attorno, i volumi contenitivi sono trattati con superfici che alternano bianco e legno, come negli armadi a muro bianco e legno visibili in alcune immagini. Qui il contenimento non è nascosto: diventa parte della composizione e mantiene libero il centro della stanza. La bar integrata con piano in pietra funziona così come fulcro domestico, senza separare in modo rigido le attività.
Studio e zona relax: un passaggio filtrato
Le porte in metallo con vetro faccettato introducono un passaggio più controllato verso lo studio. La superficie lavorata del vetro spezza le viste dirette e lascia entrare la luce in modo meno prevedibile rispetto a un pannello trasparente. È un dettaglio piccolo, ma importante: sposta il tono dello spazio da conviviale a concentrato, senza cambiare linguaggio materico. Le proporzioni rimangono coerenti con il resto dell’appartamento, ma il filtro del vetro segna un cambio di uso immediatamente percepibile.
Nella family room i sedili, i tappeti e i tavolini compongono una zona di sosta che resta vicina alla bar e allo studio. Nulla è isolato del tutto. Anche la disposizione delle aperture e dei volumi mantiene il collegamento tra i piani, così che l’interno duplex venga letto come una sequenza di stanze collegate da visuali, non come ambienti chiusi su sé stessi. È qui che il progetto trova il suo tono più convincente: negli incastri, nei passaggi, nelle soglie che restano visibili.
Contenimento e superfici: armadi, nicchie e pattern obliqui
Le soluzioni di contenimento seguono la stessa logica precisa. Gli armadi a muro bianco e legno compaiono come superfici compatte, integrate nelle pareti, con fronti alternati che alleggeriscono il volume. In un altro punto, l’unità contenitiva è rivestita in laminato di rovere con un pattern diagonale che disegna una sequenza di rombi. È un motivo misurato, non decorativo in senso stretto, ma sufficiente a rompere la planarità e a dare alla parete una lettura più dinamica.
Anche le nicchie attorno alla bar e alle zone di passaggio rafforzano questa attenzione per il dettaglio. Le aperture non restano vuote; ospitano ripiani, incassi e cambi di profondità che rendono leggibile lo spessore delle pareti. La materia, qui, lavora per stratificazione: legno, metallo, pietra, vetro. Tutto resta all’interno di una palette contenuta, ma la varietà delle finiture evita qualsiasi monotonia e dà al progetto una presenza molto concreta.
Camere con soffitti diversi e una luce più raccolta
Le camere da letto portano avanti l’idea di personalizzazione già vista nel resto della casa. Ogni stanza ha un soffitto con una propria combinazione di legno e colore, scelta per distinguere gli ambienti senza interrompere il linguaggio comune. In una delle camere, il blu avvolge le travi in legno e introduce un tono più giocoso; in altre, il disegno del soffitto resta più sobrio e lascia spazio a volumi contenuti e superfici tranquille. La luce artificiale, distribuita in punti diversi, modella queste differenze con ombre morbide.
Il risultato è un insieme di stanze che non cercano uniformità, ma continuità. Il legno torna come filo conduttore, mentre il blu e il grigio cambiano intensità da un ambiente all’altro. Anche nei dettagli più privati, il progetto resta coerente con il piano giorno: aperture ben lette, materiali riconoscibili, passaggi chiari. In questo duplex, la forza non sta nell’effetto scenografico isolato, ma nel modo in cui ogni stanza lascia vedere la successiva e contribuisce alla stessa sequenza spaziale.
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