Spazio esterno in terrazza
Le lamelle bianche disegnano una copertura netta sopra il tavolo da pranzo, mentre il pavimento in piastrelle chiare continua senza interruzioni verso la zona lounge e il bordo in vetro. In questo spazio esterno in terrazza, la cucina esterna non è un elemento isolato: si appoggia accanto ai tavoli, al barbecue e alla seduta, così il terrazzo diventa un luogo da usare per ore, anche quando il sole cambia angolo o arriva un breve acquazzone.
Una copertura che cambia il ritmo della terrazza sul tetto
La copertura a lamelle è il segno più evidente del progetto. Vista dal basso, mostra una trama regolare di listelli bianchi che filtra la luce senza chiudere lo spazio. Le colonne sostengono il volume con linee sottili, mentre il bordo della terrazza resta leggero grazie alla ringhiera in vetro. Dall’interno dell’area esterna protetta, lo sguardo passa facilmente dalle sedute alle aperture verso il mare e lo skyline, senza incontrare barriere visive pesanti.
La scelta di unire due moduli affiancati amplia la superficie coperta e rende più chiara la distribuzione delle funzioni. Da un lato c’è il pranzo all’aperto; dall’altro, una sequenza di sedute, passaggi liberi e affacci. Il risultato non è una terrazza da attraversare in fretta, ma uno spazio che si abita con tempi diversi durante la giornata. Il sole viene regolato dalle lamelle, e quando il cielo si apre dopo la pioggia il piano superiore resta comunque utilizzabile.
Cucina esterna, tavolo e schermo: tutto vicino, tutto leggibile
La cucina esterna occupa un tratto preciso del terrazzo e lavora come una piccola postazione da esterni. Il piano con superfici di appoggio, il barbecue, il lavello e la macchina per il ghiaccio sono raccolti in un unico fronte operativo, così il passaggio tra preparazione e servizio resta breve. Accanto, il grande schermo televisivo è visibile dalla barra e dai tavoli: sotto la copertura a lamelle rimane fuori dal sole diretto e la luce non si riflette sulla superficie.
Questa vicinanza tra cottura e tavolo dà forma a una vera zona pranzo all’aperto. Non c’è una distanza formale tra chi cucina e chi si siede. I gesti si sovrappongono: appoggiare un piatto, servire un drink, spostarsi verso i lettini, tornare a sedersi. Anche per questo il progetto evita l’effetto decorativo e punta invece su un uso continuo del terrazzo. L’insieme funziona perché ogni elemento è collocato dove serve, non dove fa scena.
Luce, ombra e pioggia sotto la copertura a lamelle
Quando il cielo è limpido, le lamelle orientano l’ombra sul pavimento e sul tavolo, lasciando intravedere il disegno della struttura sopra la testa. Quando arriva la pioggia, il piano chiuso della copertura trattiene l’acqua e la convoglia lateralmente nelle colonne. È un dettaglio tecnico, ma si legge subito nell’uso quotidiano: si resta seduti, si continua a parlare, si spostano solo i cuscini se necessario. In un terrazzo in quota, questa continuità vale quanto la vista.
Il progetto mostra bene come una area esterna protetta possa essere costruita con elementi semplici e riconoscibili. Le superfici restano chiare, il vetro lascia passare l’orizzonte e la copertura controlla il microclima senza appesantire la scena. Anche il televisore, che altrove potrebbe risultare invasivo, qui trova una posizione coerente perché è schermato dal tetto e leggibile sia dal bancone sia dalla tavola. Il terrazzo viene così usato come una stanza aperta, non come una soglia.
Piscina in terrazza sul tetto e zone di sosta
Oltre al tavolo e alla cucina, la terrazza comprende una piscina in terrazza sul tetto con lettini e una piccola area lounge. Le immagini mostrano una disposizione rilassata, fatta di sedute basse, superfici libere e bordi netti. La piscina introduce un secondo registro nello stesso progetto: acqua, riflessi, pause brevi tra un tuffo e un pranzo. Non è separata dal resto, ma inserita nella stessa logica di uso all’aperto, con passaggi fluidi tra le varie aree.
La vegetazione in vaso e le siepi basse addolciscono i margini del terrazzo senza coprirne la geometria. In alcuni punti il verde corre lungo il bordo o accompagna i cambi di quota, in altri compare come quinta accanto alla copertura bianca. Il contrasto è netto: foglie scure, piastrelle chiare, vetro trasparente, metallo verniciato di bianco. Sono materiali diversi, ma tutti leggibili a colpo d’occhio, e proprio questa chiarezza rende lo spazio facile da vivere.
Vista aperta sul mare e sullo skyline
La ringhiera in vetro lascia aperto il perimetro e fa lavorare la vista quanto l’architettura. Dal bordo della terrazza, il mare entra nella composizione con una linea orizzontale ampia; in altre inquadrature si vede anche lo skyline, più vicino e frammentato. Il terrazzo sul tetto resta quindi sospeso tra due paesaggi: acqua e città. La copertura non interrompe questa relazione, perché la sua struttura sottile lascia passare luce e direzione visiva.
Le immagini insistono su questo contrasto tra il pieno della copertura e la leggerezza del perimetro. Sopra, la trama delle lamelle; sotto, la tavola, le sedute e il pavimento a fuga regolare. Fuori, il cielo aperto. Il risultato è uno spazio esterno in terrazza che non dipende da un solo uso: si può pranzare, lavorare al computer, guardare una partita, fermarsi ai lettini o restare al tavolo quando cambia il tempo. Tutto questo accade senza rinunciare alla vista, che rimane presente da ogni punto dell’area.
Un tetto che protegge anche nei giorni ventosi
Nel racconto del progetto torna spesso il tema della protezione. La copertura a lamelle non serve solo contro il sole; offre riparo anche dalla pioggia e prepara la terrazza a condizioni più difficili. Su un terrazzo alto, l’aria si muove in fretta e il bordo aperto va gestito con attenzione. Per questo la struttura coperta assume un ruolo pratico oltre che visivo: rende utilizzabile un ambiente esposto, mantenendo sedute, tavolo e cucina esterna all’interno di una stessa area esterna protetta.
È proprio questa tenuta quotidiana a dare senso al progetto. La terrazza non viene descritta come sfondo, ma come spazio da abitare davvero: colazione con il caffè, lavoro al tavolo, pranzo all’aperto, serate con ospiti. Le superfici sono sobrie, i materiali pochi, le funzioni vicine. Eppure la sequenza di copertura, cucina, piscina e affacci costruisce una terrazza sul tetto precisa, che vive di dettagli concreti e di una relazione continua con il cielo, l’acqua e la città oltre il vetro.
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