Arredo su misura con dettagli 3D e colori
Le superfici in legno attraversano l’interno con un ritmo netto, soprattutto dove i frontali 3D trasformano i volumi in presenze grafiche. Qui l’arredo su misura non resta sullo sfondo: armadi, pannelli e mobili a parete disegnano il passaggio da una stanza all’altra, introducendo colori pieni e dettagli lavorati con precisione. Il risultato è leggibile già nei primi metri, tra linee tese, rientranze e una materia che cambia registro da una zona all’altra senza perdere continuità visiva.
Frontali 3D e pannelli a doghe come segno distintivo
Il pannello a doghe 3D è il dettaglio che cattura subito lo sguardo. In alcune immagini le lamelle di legno formano una trama obliqua, quasi a piramide, e danno profondità a superfici che altrimenti sarebbero piatte. Il motivo non è decorativo in senso leggero: segue la parete, incornicia passaggi e rende visibile il lavoro di falegnameria. Anche da vicino, il disegno resta controllato, con giunzioni pulite e una regia attenta delle ombre.
Questa stessa logica torna nelle porte 3D per armadio su misura della camera padronale, citate nel progetto come elemento speciale. Le ante non si limitano a chiudere un vano: costruiscono un fronte con piccoli cambi di piano, più vicino a una superficie architettonica che a un semplice contenitore. È un modo diretto di dare presenza agli armadi su misura, senza ricorrere a maniglie vistose o a effetti superflui. Il legno tiene insieme il gesto e la materia.
Una lavorazione che si legge nella superficie
La sequenza di liste e rilievi mostra come il lavoro di falegnameria su misura possa diventare parte attiva della stanza. In alcune viste i pannelli si sviluppano in diagonale, in altre compongono un raster più regolare, ma il principio resta lo stesso: dare struttura alla parete. La luce radente, soprattutto quando arriva da spot a soffitto o da una nicchia, accentua il rilievo e mette in evidenza le differenze tra pieni e vuoti.
Armadi a muro colorati e pareti attrezzate su misura
Il colore entra negli armadi a muro con tinte riconoscibili: verde, blu, viola, arancio. Non copre il progetto, lo segmenta. Ogni blocco cromatico definisce una zona precisa, spesso integrata in una parete che ospita anche vani aperti, ante lisce o un riquadro per una finestra. Questo uso del colore rende più leggibili i volumi e aiuta a distinguere i diversi pezzi di arredo su misura, soprattutto nelle camere e nelle zone di passaggio.
La stessa attenzione si vede nei mobili a parete su misura della zona giorno, dove il bianco viene interrotto da bordi aranciati o da moduli scuri inseriti nella griglia. In un ambiente, la parete attrezzata lavora come contenitore e come sfondo nello stesso tempo: scaffali aperti in alto, elementi chiusi in basso, un vuoto centrale per gli oggetti di uso quotidiano. È una composizione rigorosa, ma leggibile, che lascia respirare la superficie senza svuotarla.
Nicchie, vani e luce integrata
Le nicchie illuminate fanno emergere il disegno dei fronti. Spot a soffitto e piccoli tagli di luce seguono i bordi dei vani, mettendo in evidenza la profondità degli incassi e la differenza tra superfici opache e riflettenti. In un interno come questo, la luce non serve a decorare: serve a mostrare il rilievo dei pannelli, il rientro degli spigoli, la continuità tra arredo e architettura. Anche una semplice apertura diventa più precisa quando è accompagnata da una luce controllata.
In camera e nei vani integrati, la combinazione tra legno e colori pieni crea un alternarsi di superfici compatte e aperture misurate. Una finestra inglobata nella parete interrompe il fronte e introduce aria nel sistema di armadi e pannellature. Il risultato non è una sequenza di pezzi isolati, ma una serie di elementi che si agganciano alla stanza e la organizzano attraverso pieni, rientranze e bordi netti.
Tra legno, vetro e pietra: gli altri punti di contatto
Anche cucina e bagno riprendono lo stesso lessico materiale. Nell’isola cucina effetto pietra il piano chiaro contrasta con i basi in legno, mentre il paraschizzi e i fronti in vetro alleggeriscono la parete attrezzata sul fondo. La forma dell’isola resta semplice, ma la combinazione di superfici la rende centrale nello spazio. Il legno, ancora una volta, non è un rivestimento generico: accompagna il volume e ne definisce il bordo inferiore.
Nel bagno con doppio lavabo, il mobile bianco sostiene due rubinetti e una sequenza lineare di fronti, mentre la parete piastrellata grigia introduce un tono più freddo. La doccia, chiusa da una partizione in vetro, mantiene la lettura dell’insieme e lascia vedere il passaggio tra le finiture. Anche qui il progetto non insiste su effetti scenografici: usa pochi materiali, ben accostati, per lasciare emergere la forma dei mobili e la logica dell’insieme.
Una casa letta attraverso la falegnameria
Nelle scale e sul pianerottolo ricorrono altri dettagli di arredo e rivestimento: pannelli verdi lungo la parete, gradini in legno, montanti verticali che guidano lo sguardo verso l’alto. È un passaggio utile per capire il metodo del progetto. Le superfici cambiano tono, ma restano ancorate a una costruzione precisa delle linee. Questo vale anche per i mobili a parete visti in soggiorno, dove il modulo aperto e quello chiuso si alternano senza sovraccaricare la stanza.
Il progetto è stato segnalato per i Maatwerk Awards 2019, un riconoscimento che nella descrizione originale accompagna un lavoro già molto chiaro nelle immagini: arredo su misura come strumento per costruire ritmo, contenere oggetti e dare identità ai passaggi interni. Non c’è bisogno di aggiungere altro per capire il focus del lavoro. Le superfici lavorate, i frontali 3D e le pareti attrezzate mostrano un linguaggio coerente, fatto di tagli netti, colore e materia misurata.
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