Belgrave Place: interno eclettico con pareti d’accento imbottite
L’interno eclettico con pareti d’accento imbottite di Belgrave Place si legge subito dall’ingresso: una soglia ampia, attraversata da porte oversize intagliate a mano e collegata a più direzioni, dalla sala da pranzo alla scala a chiocciola, fino alla galleria e alle camere. Il progetto, completato nel novembre 2017, nasce da una revisione radicale di spazi già toccati da interventi precedenti, poi ricalibrati per seguire un uso più preciso e una collezione di arredi e opere molto personale.
La prima impressione non è data da un singolo ambiente, ma dal modo in cui il percorso si apre e si divide. L’atrio funziona come snodo centrale: da un lato la sala da pranzo, dall’altro la salita verso il soggiorno e le terrazze sul tetto, in basso la sequenza che porta alla galleria e alle camere. Le superfici scure, la scala e il grande lampadario accentuano la verticalità dello spazio, mentre i tagli di luce mettono in evidenza cornici, ringhiere e dettagli del soffitto.
Un progetto ripreso da capo, non semplicemente rifinito
Il punto di partenza era un interno che la proprietaria non sentiva suo: essenziale, poco incisivo e scollegato dal patrimonio di opere, oggetti e pezzi già raccolti negli anni. Per questo il lavoro non si è limitato a completare ciò che esisteva, ma ha rimosso elementi appena introdotti per ricostruire una direzione più aderente allo stile di vita richiesto. Il risultato si legge nella sovrapposizione controllata di arredi, superfici e colori, senza cercare di nascondere il carattere del contenuto, anzi lasciandolo emergere.
Il linguaggio resta apertamente artistico ed eclettico. Ogni stanza sembra sostenere un gesto diverso: una parete grafica, una seduta scultorea, un taglio di luce teatrale, un rivestimento imbottito che assorbe il volume della stanza. Invece di uniformare le stanze, il progetto costruisce una sequenza di episodi. È qui che l’interno eclettico con pareti d’accento imbottite trova la sua forma più chiara, perché il tessile, il metallo e le superfici verniciate lavorano come elementi di scena, non come decorazione neutra.
L’ingresso con grandi porte e il percorso verso il piano superiore
Le porte intagliate a mano sono il primo gesto misurabile dello spazio. Hanno una scala insolita e trasformano il passaggio dall’atrio alla sala da pranzo in una vera soglia architettonica. Attorno, le pareti e la muratura sono verniciate in un grigio scuro che assorbe luce e rende più nitidi i profili della scala. A terra compare un tappeto geometrico nero e bianco, disegnato per accompagnare il movimento verso l’alto e per dare ritmo alla salita.
La zona della scala concentra anche alcuni dei dettagli più scenografici del progetto. Un grande lampadario statement interno sospende la vista al centro dell’ingresso, mentre un tendaggio in velluto verde acceso crea un taglio laterale forte, quasi quinte teatrali, accanto alla balaustra e alla grande specchiera azzurro intenso. Il contrasto non dipende solo dai colori, ma da come le superfici riflettono o assorbono la luce: il vetro, il tessuto e la vernice lavorano insieme senza smussare il carattere del punto di passaggio.
Scala, luce e geometrie nella zona giorno
La sala da pranzo, il soggiorno e i percorsi di risalita sono legati da una sequenza di volumi pieni e vuoti. Il lampadario in vetro e metallo resta sospeso come fulcro visivo sopra l’area conviviale, mentre i quadri della proprietaria aggiungono stratificazioni cromatiche alle pareti più chiare. Nei punti in cui il progetto vuole essere più incisivo, entrano in gioco linee nette e superfici scure; dove invece serve alleggerire, compaiono tende a rullo, nicchie illuminate e aperture ampie.
Il soggiorno con divano viola come fulcro informale
Al posto della precedente impostazione, il soggiorno è stato spostato e ripensato come stanza per fermarsi, guardare un film o ricevere ospiti in modo meno formale. La parete in pietra, già presente, è diventata lo sfondo di un ambiente più profondo, con muri e soffitto scuriti per far emergere gli oggetti uno per uno. Il pezzo che concentra subito l’attenzione è il divano viola, lungo cinque metri, disegnato per occupare il centro della scena senza bloccare il passaggio visivo verso librerie, apertura e scale.
Qui l’interno eclettico con pareti d’accento imbottite cambia registro: non è più l’ingresso a dettare il tono, ma la massa del sedile e la densità delle opere. La stanza sfrutta il buio delle superfici come sfondo, così ogni elemento appare più definito, dal mobile contenitore all’oggetto d’arte appoggiato a parete. Le finestre con veneziane alleggeriscono il taglio della luce e tengono insieme il resto della casa, stanza dopo stanza, senza renderla uniforme.
Pareti scure, arte e sedute generose
Il colore non è solo una scelta estetica: in questa stanza regola la lettura delle proporzioni. I muri grigio scuro e il soffitto riducono la percezione della profondità, facendo avanzare il divano, i libri e i dettagli metallici. Anche il mobile con la scritta grafica e la lampada da terra con figura manichino si inseriscono in questo campo visivo come segni netti. La stanza non cerca di apparire leggera; lavora piuttosto sulla densità controllata degli elementi, lasciando che la presenza del grande divano violaceo ordini il resto.
Bagno e camere: superfici imbottite, pannelli e motivo grafico
Le stanze notte e i bagni portano il lato più materico del progetto. In una delle immagini il bagno mostra una parete con motivo geometrico bagno che incornicia lavabo e specchio con una sequenza ripetuta di forme. Il fondo lucido, il piano effetto marmo e i rubinetti cromati fanno da contrappunto a quella grafica rigida, più vicina a un pannello decorativo che a una semplice finitura. La parete non riempie lo spazio: lo organizza.
Le camere lavorano invece per assorbimento. Una testata o parete capitonné imbottita compare come superficie continua, con bottoni e trapuntature che spezzano la luce. In un’altra stanza i pannelli verticali a coste salgono dietro il letto con un ritmo preciso, quasi architettonico, mentre il rosa trapuntato di un’altra camera introduce un tono più morbido senza uscire dal linguaggio del progetto. L’insieme resta coerente nel suo modo di usare il tessuto come parete, non come semplice rivestimento.
Questa parte della casa è anche la più utile per leggere la varietà del programma: galleria, camera padronale, bagno, guardaroba, stanza ospiti rosa con bagno e camera ospiti bianca con suite finale. Ogni ambiente ha una soglia diversa, ma tutti condividono lo stesso principio di fondo, cioè trasformare superfici verticali e testate in elementi che trattengono la scena. L’interno eclettico con pareti d’accento imbottite trova qui la sua declinazione più diretta, grazie ai pannelli imbottiti, ai motivi ripetuti e ai materiali che reagiscono alla luce in modo diverso.
La galleria, le terrazze e la sequenza degli ambienti di servizio
Il piano inferiore ospita la galleria d’arte, separata dalle camere ma ancora parte della stessa narrazione visiva. È un ambiente che accetta bene la presenza di opere e superfici più scure, perché il progetto non vuole neutralizzarle. Sopra, le due terrazze sul tetto allargano la sequenza senza cambiare tono: restano legate alla casa per accesso e continuità distributiva, più che per un racconto esterno autonomo. Anche la cucina e la preparazione per il personale seguono questa logica di servizio chiara, con ambienti distinti e leggibili.
Le aree di supporto non sono trattate come zone minori. La cucina, la preparazione personale e gli alloggi del personale appartengono alla stessa organizzazione spaziale che porta poi alla lounge, ai bagni per gli ospiti e alle camere. Questa distribuzione su più piani rende evidente il lavoro di riordino: non un semplice cambio di arredi, ma una rilettura del flusso domestico. Il progetto tiene insieme una sala da pranzo formale, un soggiorno più rilassato, una galleria e le stanze private senza forzare una sola atmosfera su tutto.
Grigi profondi, vetro e tocchi di verde
La tavolozza finale è più scura di quanto ci si aspetterebbe entrando. Pareti e muratura in grigio intenso, tessuti vellutati, vetro lavorato, dettagli metallici e bianco dei bagni costruiscono un contrasto che cambia da stanza a stanza. Il verde acceso della tenda vicino alla scala introduce un solo picco cromatico forte, subito ripreso dalla specchiera azzurro intenso e dalla trasparenza del lampadario. Sono questi passaggi, più che i singoli arredi, a definire il carattere del progetto.
Belgrave Place non cerca di appianare le differenze tra un ambiente e l’altro. Le mette in sequenza. L’ingresso con grandi porte, la scala scenografica, il soggiorno con divano viola e le camere con superfici imbottite costruiscono una casa che si legge per contrasti, materiali e soglie. È proprio nella tensione tra pareti scure, motivi geometrici e tessuti lavorati che l’interno trova la sua voce più chiara.
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