Progetto: ristrutturazione d’interni con ridistribuzione, area bar e wellness/fitness nel seminterrato
Le grandi aperture tagliano il piano terra e portano la luce fino al corridoio centrale, dove il passaggio cambia subito ritmo. Qui la ristrutturazione d’interni con ridistribuzione e luce naturale si legge nelle soglie, nei tagli delle pareti e nella relazione tra le stanze. La casa, un’abitazione di campagna costruita nel 1899, è stata ripensata partendo dalla distribuzione interna: non un intervento decorativo, ma uno spostamento preciso degli ambienti per rendere più fluido l’uso quotidiano.
Un piano terra riorganizzato attorno alla suite spostata
La suite è stata spostata verso la zona giorno, liberando spazio nel cuore della casa e cambiando la sequenza delle stanze al piano terra. Da questa scelta nasce un soggiorno più raccolto, con il fuoco aperto e il pianoforte come punti intorno ai quali si muove la vita di ogni giorno. Le pareti non cercano di nascondere l’intervento; al contrario, accompagnano una stanza che ora ha proporzioni più leggibili e un uso più diretto. È qui che la ridistribuzione piano terra diventa evidente nella pratica.
Il nuovo soggiorno di lusso con camino aperto non si affida a effetti scenografici, ma al rapporto tra sedute, pareti rivestite e finestrature alte. Il camino organizza il fronte principale della stanza, mentre il legno scuro e le superfici chiare aiutano a tenere insieme volumi diversi senza appesantirli. Il risultato è uno spazio che accoglie il gesto semplice di sedersi vicino al fuoco e quello più lento di suonare il pianoforte, con la luce naturale che continua a entrare dai margini della stanza.
La sala da pranzo prende il posto centrale
Lo spazio liberato dallo spostamento della suite ha lasciato posto a una grande tavola, pensata per le cene e per un uso più ampio della zona centrale. La sala da pranzo con camino centrale si sviluppa come una stanza di passaggio e di sosta allo stesso tempo: il tavolo occupa il centro, il camino resta in asse visivo e le aperture laterali allungano la percezione dello spazio. Qui le grandi aperture per far entrare la luce non sono un gesto astratto, ma un modo per far arrivare il giorno fino al corridoio, così che l’intero piano terra guadagni continuità.
Le immagini mostrano anche una sequenza di archi e passaggi che guida l’occhio da una stanza all’altra. Questa scelta architettonica attenua la rigidità della distribuzione originaria e rende più leggibile il percorso tra cucina, pranzo e soggiorno. La luce si deposita sui pavimenti chiari, sulle superfici in pietra e sui dettagli scuri dei serramenti, mentre la tavola dialoga con il camino come se fosse sempre stata prevista lì. È un punto in cui la ristrutturazione d’interni con ridistribuzione e luce naturale si misura nella distanza giusta tra un ambiente e l’altro.
Legno, pietra e linee scure
Le fotografie restituiscono un interno fatto di legno, superfici effetto pietra e profili metallici scuri. Nella zona giorno, i pannelli lignei disegnano il fronte del camino e danno peso visivo alla parete; attorno, i vetri ampi aprono la vista senza interrompere la lettura degli arredi. Anche la luce artificiale lavora per zone, con un lampadario in vetro, sospensioni sopra il piano cucina e punti integrati lungo il corridoio. Il progetto si appoggia a dettagli concreti, non a decorazioni superflue.
Un’area bar al posto della vecchia cucina buia
Uno dei passaggi più chiari riguarda l’area di intrattenimento. In origine si trovava nella parte più scura della cucina; qui invece viene spostata accanto a una stanza più luminosa, attraverso un’estensione con bar. La nuova area bar con seduta integrata concentra l’uso sociale della casa intorno a un bancone e a una panca fissa, diventata anche un punto di sosta per i bambini. La scelta di non ampliare ulteriormente la cucina ha permesso di lavorare con maggiore precisione sulle stanze adiacenti e sulle loro relazioni visive.
La zona cucina mostra fronti scuri, un piano effetto pietra e sospensioni che illuminano il banco di lavoro senza invadere la stanza. Una grande apertura ad arco collega questa parte con il soggiorno e lascia intravedere la sequenza degli spazi. È un passaggio che alleggerisce il peso della distribuzione originale e rende più naturale il movimento tra preparazione, servizio e conversazione. La ristrutturazione d’interni con ridistribuzione e luce naturale qui si traduce in uso quotidiano: si cucina, ci si siede, si parla, si resta.
Un disegno che guida i percorsi
Dal corridoio alla zona pranzo, dalle soglie ad arco alle aperture alte, il progetto lavora sulle linee di attraversamento. Le stanze non sono isolate; si affacciano l’una sull’altra attraverso varchi generosi e cambi di materiale. In alcune viste, la lunga parete vetrata introduce il paesaggio senza trasformarlo in protagonista, mentre in altre sono i mobili su misura a controllare il bordo delle stanze. Il risultato è una casa che si legge per sequenze, non per compartimenti chiusi.
Nel seminterrato, benessere e movimento trovano un nuovo assetto
Il livello interrato è stato dedicato a wellness e fitness nel seminterrato, con una trasformazione netta dello spazio preesistente. La vecchia piscina, ormai deteriorata, è stata demolita e sostituita da un bacino illuminato dalla luce naturale, con affaccio verso le dune e un bosco antico. La stanza non cerca l’effetto spa convenzionale: il suo carattere nasce dalla materia visibile, dal rapporto con l’esterno e dalla luce diffusa che scivola lungo le superfici. Anche qui la distribuzione interna conta più della scena.
La scoperta dei soffitti a volta in mattoni ha cambiato la lettura dell’ambiente. La palette è stata adattata a questa presenza, lasciando lavorare il mattone insieme al legno caldo e alla luce diffusa. In alcune immagini compare anche una box doccia in vetro, inserita in uno spazio che alterna superfici opache e riflessi leggeri. Le linee curve della volta e le finiture più sobrie danno ordine alla stanza, mentre il nuovo bacino mette in relazione l’interno con il paesaggio fuori campo.
Una spa costruita su materia, luce e aria
Il benessere qui non dipende da un’aggiunta accessoria, ma da un ambiente completo, disegnato a partire dal volume esistente. Il soffitto a doghe in legno e le pareti chiare accompagnano una distribuzione più calma, con superfici che riflettono senza abbagliare. La luce entra in modo filtrato e fa emergere i dettagli architettonici: i bordi della vasca, la trasparenza della doccia, la curva della volta in mattoni. È un interno che cambia tono con poche scelte precise.
Anche la sala fitness segue questa logica. Le grandi finestre aprono una fascia continua verso il verde, mentre il pavimento grigio e le attrezzature allineate lungo il lato finestra mantengono la stanza leggibile. Non c’è sovraccarico di elementi, solo il necessario per lasciare spazio al movimento. In contrasto con la zona giorno più raccolta, questo livello interrato lavora per ampiezza e respiro, ma resta coerente nel linguaggio dei materiali: legno, vetro, pietra e luce misurata.
Nel complesso, il progetto mostra come una casa del 1899 possa essere riletta senza perdere il peso delle sue strutture interne. Lo spostamento della suite, la nuova sala da pranzo, l’area bar e il livello wellness compongono una sequenza precisa di spazi usati davvero, ciascuno con una funzione chiara e con un rapporto diretto con la luce. È questa attenzione ai passaggi, ai vuoti e alle superfici che rende la ristrutturazione d’interni con ridistribuzione e luce naturale il filo conduttore dell’intervento.
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