La prima cosa che si nota è la luce. Non arriva solo dal soffitto, con i suoi corpi rotondi e la linea luminosa che disegna il perimetro, ma anche dai pannelli verticali lungo le pareti, dove i moduli illuminati si inseriscono in una sequenza ordinata. In questa sala experience illuminata, la visita non ruota attorno a un oggetto singolo, ma a un percorso fatto di superfici, grafica e punti luce che spiegano il tema del sole in modo diretto, senza perdere la dimensione spaziale.
Sala experience illuminata come punto di partenza spaziale
Lo spazio nasce come sala di formazione ed esperienza, quindi ogni elemento lavora per rendere leggibile il contenuto. I pannelli murali illuminati alternano nicchie, sagome verticali e superfici stampate, mentre le grandi grafiche a parete guidano lo sguardo da una postazione all’altra. Qui la comunicazione non è applicata alla fine: è parte della stanza, distribuita su pareti bianche e grigie che fanno risaltare il nero dei testi, il blu delle grafiche e i toni più caldi della luce.
Il racconto esposto nel percorso riguarda la luce solare, i suoi effetti positivi su benessere e salute, e la spiegazione della scienza dietro il basso dosaggio di raggi UV e l’infrarosso caldo dei prodotti. La sala experience illuminata usa pannelli, scritte e immagini per accompagnare questi contenuti, senza sovraccaricare il visitatore. Si vedono anche più modelli presentati nello stesso ambiente, in modo che l’insieme funzioni come spazio formativo con pannelli e, insieme, come presentazione concreta delle diverse possibilità disponibili.
Grafica grande su parete e pannelli che fanno da supporto
Le pareti sono costruite come una sequenza di supporti visivi. Alcuni pannelli sono retroilluminati, altri ospitano testi e pittogrammi di grande formato, altri ancora incorniciano elementi tecnici con una lettura quasi museale. La grafica grande su parete si vede subito nei passaggi più aperti, dove le superfici bianche diventano fondo neutro per le scritte e per i temi legati ai raggi solari e alle vitamine. Il risultato è una stanza che spiega, ma lo fa con immagini e proporzioni, non con pannelli sovraccarichi.
Nel passaggio d’ingresso compare anche una parete con un testo ampio, quasi da manifesto, che introduce il tono dell’intero progetto. La grafica è trattata come una parte architettonica: non riempie un vuoto, lo struttura. Questo approccio si legge bene anche nei vani verticali, dove il modulo tecnico illuminato viene accolto in aperture strette e regolari. La luce accentua i bordi, mentre il resto della stanza rimane sobrio, con pavimento in piastrelle e superfici dall’effetto cementizio che tengono il quadro visivo sotto controllo.
L’installazione vista esplosa al centro della stanza
Al centro compare l’elemento più immediato: una installazione vista esplosa sospesa e ben leggibile, quasi un oggetto didattico trasformato in presenza spaziale. Non è appoggiata a terra, ma sembra stare in sospensione, lasciando vedere la sua struttura aperta. Da vicino si percepiscono profili metallici, fissaggi e cablaggi, con una parte interna illuminata da una tonalità tra rosso e ambra. È l’eyecatcher della sala experience illuminata, ma non interrompe il percorso; al contrario, lo tiene insieme e offre un punto di orientamento nel mezzo della stanza.
La costruzione centrale è anche il dettaglio più tecnico dello spazio. Le sue parti aperte mostrano come un modulo possa essere letto per componenti, senza chiudere la vista dietro un involucro uniforme. Nei close-up emergono vetro, metallo e connessioni, con una precisione che dialoga bene con la natura educativa del progetto. La stessa logica si ritrova nei pannelli vicini, dove la spiegazione visiva prende forma attraverso sequenze, tagli e supporti verticali. Il modulo tecnico illuminato diventa così parte della scenografia e non un elemento isolato.
Una lettura chiara anche da vicino
Da vicino la sala non perde ordine. Le linee restano pulite, le giunzioni sono visibili e la costruzione non viene nascosta. È un modo coerente di presentare una installazione luminosa educativa: mostrare come è fatta, invece di ridurla a pura immagine. Anche le luci circolari a soffitto contribuiscono a questa lettura, perché accompagnano la composizione senza dominarla. Il soffitto industriale, con travi e profili in vista, lascia spazio alla stanza e rende più evidente il contrasto tra struttura e grafica.
Superfici chiare, accenti caldi e una palette controllata
La palette si muove tra bianco, grigio, nero e blu, con alcuni accenti arancio e ambra che compaiono soprattutto nei punti illuminati. Le pareti hanno una finitura chiara, in parte con effetto cemento, e la pavimentazione in piastrelle introduce una base regolare e sobria. Dentro questa griglia neutra, la luce è il vero materiale di progetto. Cambia intensità, sottolinea i bordi dei moduli e rende più visibili le informazioni stampate. Nulla sembra decorativo per conto proprio: ogni superficie serve a mettere a fuoco ciò che viene spiegato.
Le nicchie lungo la parete, con i loro elementi verticali illuminati, danno ritmo al percorso e impediscono alla sala di apparire piatta. Il visitatore passa da una grafica a una struttura aperta, da un testo a una sorgente luminosa, e ogni cambio di registro è marcato da un dettaglio fisico preciso. Anche il grande tavolo con la pianta visibile in uno degli scatti entra in questa logica di pausa visiva, senza cambiare la natura tecnica dell’ambiente. Il progetto resta centrato su una sala experience illuminata che usa la materia minima per far emergere i contenuti.
Crediti e lavoro dietro l’immagine
Il progetto viene accompagnato dai crediti di design e comunicazione del team marketing e R&D, mentre la fotografia e la post-produzione immagini sono attribuite a Ronald Tilleman e Mischa Bonis. Anche questa parte restituisce il carattere del lavoro: una stanza pensata per spiegare, fotografata con attenzione ai contrasti tra luce, struttura e superfici. Le immagini di insieme, i dettagli tecnici e le viste sui pannelli funzionano come tre livelli diversi di lettura dello stesso spazio.
Ciò che rimane, dopo il passaggio, è una sequenza chiara di elementi: pannelli murali illuminati, grandi grafiche, un centro sospeso che mostra la sua anatomia, e una stanza che usa la luce come strumento narrativo. La sala experience illuminata non cerca effetti spettacolari gratuiti. Costruisce invece una visita leggibile, dove ogni modulo, ogni stampa e ogni profilo metallico ha un ruolo preciso nella spiegazione del tema.
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