Pool house in cemento e legno
Un volume compatto in cemento incontra tavole di legno invecchiato e dà subito il tono al pool house in cemento e legno. La materia resta evidente, senza finiture levigate: il calcestruzzo mostra una superficie ruvida, il legno porta una tonalità scura e vissuta, le ombre sotto lo sporto incidono il profilo dell’edificio. L’insieme lavora per piani sovrapposti, con un linguaggio asciutto che lascia parlare proporzioni e tagli.
Volumi netti, materia esposta
La prima lettura è quella di un pool house in cemento e legno costruito per sottrazione. Le pareti in assi verticali si affiancano agli elementi in cemento come due registri diversi della stessa composizione. Il disegno non cerca effetti decorativi: il ritmo delle tavole viene ripreso nella struttura architettonica e crea una continuità visiva tra superfici, bordi e aperture. Anche da vicino, il progetto resta leggibile nei suoi passaggi essenziali.
Il legno invecchiato non copre il volume, ma lo scandisce. Le venature verticali guidano l’occhio verso l’alto, mentre le parti in cemento fermano il movimento con una presenza più densa. Questa alternanza fa emergere l’architettura minimalista del progetto, basata su elementi pochi ma ben definiti. La facciata non è un fronte uniforme: è una sequenza di pieni, rientranze e ombre che cambiano con l’ora del giorno.
Lo sbalzo in cemento e la profondità dell’ombra
Lo sbalzo in cemento è il gesto che dà peso all’insieme. Si allunga sopra l’area aperta e crea una fascia d’ombra profonda, quasi netta, sotto la quale la struttura sembra comprimersi e poi riaprirsi verso il paesaggio. Nel dettaglio, il bordo del solaio mostra una matericità ruvida, con piccole irregolarità che restano visibili. È un elemento che non cerca leggerezza: serve a definire il vuoto e a proteggere lo spazio sottostante.
Sotto questa copertura, il passaggio resta libero e leggibile. Le linee orizzontali si prolungano nel piano della terrazza aperta del pool house, mentre il lato in legno mantiene una misura più raccolta. La profondità dell’ombra alleggerisce la massa del cemento e mette in risalto le aperture. Il risultato è un ritmo chiaro tra struttura, soglia e spazio esterno, con una lettura immediata anche dalla distanza.
Un retrofaccia che riprende il ritmo delle tavole
La parete posteriore non viene trattata come un semplice fondale. La duplicazione della superficie e la ripetizione delle linee allungano la percezione del volume e lo rendono più compatto. Questo passaggio, quasi grafico, tiene insieme il fronte in legno e la massa in cemento senza ricorrere a soluzioni complesse. Si tratta di un controllo preciso delle proporzioni: poche linee, ma abbastanza ferme da organizzare l’intero prospetto.
Il modo in cui il pattern delle assi entra nella struttura di cemento è ciò che dà continuità al progetto. Le tavole segnano una direzione, il calcestruzzo la raccoglie e la interrompe. In mezzo, restano aperture nette e spigoli ben misurati. È qui che il pool house in cemento e legno mostra il suo carattere più concreto: una composizione fatta di superfici che si richiamano, ma non si confondono.
Dal solaio al bordo piscina
La terrazza aperta del pool house nasce direttamente dalla piastra di pavimento e prosegue verso l’area piscina senza un salto evidente. Il bordo esterno resta continuo, leggibile come una linea che accompagna il movimento tra interno e giardino. Si percepisce subito la volontà di tenere uniti poolhouse, casa esistente e spazio verde attraverso una soglia ampia, quasi lineare, più vicina a una prosecuzione del piano che a un passaggio separato.
Il terreno visivo cambia poco, ma abbastanza da rendere chiara la destinazione di ogni zona. La pavimentazione esterna si stende accanto all’acqua, mentre il volume coperto resta saldo alle spalle. Questa connessione con il giardino non è descritta da elementi accessori: è costruita attraverso l’allineamento tra pareti, lastra e terrazza. Anche la doccia esterna citata nel progetto si inserisce in questa logica di continuità, senza interrompere la lettura dei piani.
Un passaggio aperto tra casa, giardino e acqua
L’architettura è pensata per restare aperta e fluida, ma senza perdere definizione. Il collegamento con l’abitazione esistente non passa da segni evidenti: si legge invece nel modo in cui il pool house si allinea al contesto e nel modo in cui il pavimento esce all’esterno. Le aperture sono essenziali, i bordi sono netti, e ogni elemento mantiene una misura precisa. È un impianto che lascia respirare il vuoto tra i volumi.
La connessione con il giardino si avverte soprattutto nei tagli di luce che attraversano la struttura. La vegetazione compare ai margini, in controluce, mentre il cemento e il legno restano in primo piano. Questo contrasto rafforza il carattere del progetto: il volume non vuole mimetizzarsi, ma neppure imporsi con gesti ridondanti. La sua forza sta nell’appoggiarsi al bordo della piscina e nel tenere insieme le superfici con una calma molto misurata.
Dettagli che tengono insieme il progetto
Guardando da vicino, emergono le piccole differenze che rendono credibile l’insieme. Il cemento mostra pori, segni e una grana irregolare; il legno, invece, assorbe la luce e si scurisce nelle zone d’ombra. Anche l’angolo della struttura e il montante vicino all’apertura contribuiscono a definire il bordo del volume. Non c’è nulla di ridondante: ogni materiale ha una funzione visiva precisa e viene lasciato abbastanza esposto da raccontare come costruisce lo spazio.
Una lampada esterna, collocata vicino alla zona d’angolo, sottolinea la soglia senza alterarne la sobrietà. È un dettaglio minimo, ma utile per leggere la profondità del portico e la stratificazione tra elemento portante, parete in legno e passaggio aperto. In un pool house moderno come questo, la qualità dell’insieme non deriva da un effetto finale, ma dalla chiarezza dei collegamenti tra superfici, vuoti e bordi.
Alla fine resta un edificio misurato, costruito con pochi materiali e con una sequenza di tagli molto netta. Il pool house in cemento e legno lavora sulla tensione tra massa e leggerezza, tra faccia chiusa e passaggio aperto, tra ombra profonda e piano esterno continuo. Il risultato è un oggetto architettonico preciso, che accompagna il rapporto tra acqua, terrazza e giardino senza sovraccaricarlo.
Fotografia – Piet-Albert Goethals
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