Cucina open space in una casa familiare di carattere
La cucina open space si apre dove prima c’era un muro, e il passaggio cambia subito il ritmo della casa: la luce entra dalla zona pranzo, il tavolo trova spazio senza forzature e dallo spazio cottura lo sguardo arriva al giardino. L’intervento non cancella l’impianto originario, ma lo rende più leggibile nella vita di ogni giorno. La distribuzione resta solida, mentre le superfici introducono una nota più personale, fatta di carta da parati botanica, tende rosa chiaro e accenti blu scuro.
La cucina torna al suo posto, ma con più respiro
La cucina è rimasta nella posizione originale, un dettaglio che conserva il rapporto con la casa com’era stata pensata all’inizio. A cambiare è la parete tra cucina e sala da pranzo, eliminata per ottenere un ambiente aperto in cui il tavolo può stare al centro senza interrompere i passaggi. L’isola cucina in tonalità blu scuro introduce una massa visiva netta, mentre i frontali e le aperture vicine raccolgono la luce naturale che arriva dalle finestre. L’effetto è concreto: più profondità, più continuità tra i gesti quotidiani e una lettura più chiara degli spazi.
Carta da parati botanica e tende rosa chiaro
Nella zona pranzo, le pareti rivestite con carta da parati botanica diventano il punto più riconoscibile della stanza. Il motivo vegetale non è decorazione di contorno: occupa il campo visivo e dialoga con le tende rosa chiaro che filtrano la luce sui bordi delle finestre. Insieme, questi elementi smorzano la forza dell’insieme e rendono meno rigido il passaggio tra legno, tessuti e superfici dipinte. La lampada sospesa, con più punti luce blu, introduce un ulteriore segno grafico sopra il tavolo.
Lì attorno si legge bene il rapporto tra antico e nuovo senza bisogno di dichiararlo. La boiserie, le cornici e le proporzioni delle aperture tengono fermo l’insieme, mentre la grafica del rivestimento e il tessuto alleggeriscono la stanza. Il tavolo resta abbastanza libero da accogliere le sedie africane portate da Londra, e la sala da pranzo acquista una presenza autonoma pur restando parte della cucina open space. È una stanza che lavora con pochi contrasti precisi: carta, tessuto, legno e blu profondo.
Parete blu scuro dell’ufficio e arredi su misura
Il blu scuro compare di nuovo nella zona lavoro, dove l’arredo su misura disegna una linea ordinata lungo la parete. Il mobile per l’ufficio è costruito come parte dell’architettura interna: si appoggia alla parete, la prolunga e ne segue il colore. Accanto, il vinile nello stesso tono rafforza la continuità visiva e rende il passaggio più compatto. In una casa familiare, questa scelta evita l’effetto provvisorio del classico angolo studio e dà alla stanza un peso più stabile, pur senza toglierle leggerezza.
Dall’altro lato della parete, la camera dei bambini introduce un uso completamente diverso della stessa fascia di piano. Qui si leggono attività quotidiane più lente: puzzle, chitarra, lettura. La stanza funziona come una zona di sosta, con accesso diretto all’area principale e una relazione chiara con la master bed & bath, collocata sullo stesso livello. Il progetto organizza così la casa per nuclei, non per stanze isolate, e ogni ambiente trova una funzione precisa dentro il percorso domestico.
La tv nascosta dentro la boiserie
Nella sala principale non compare alcuno schermo a vista. La richiesta era esplicita, e la soluzione sceglie una strada discreta: la tv nascosta sale e scende grazie a un sistema di sollevamento integrato in un mobile disegnato sopra la boiserie esistente. Il risultato non vuole farsi notare come trucco tecnico; sembra piuttosto una parte naturale dell’arredo, con le ante e le linee del contenitore allineate alla stanza. È una presenza che sparisce quando non serve e lascia libera la parete.
Questo tipo di intervento cambia il modo in cui si usa il soggiorno. La parete non è più occupata da uno schermo fisso, e la stanza conserva la sua lettura architettonica, fatta di modanature, passaggi e rapporto con la luce. Anche nella fotografia si vede bene questa scelta: il soggiorno resta aperto verso le altre stanze, con tende blu sulle finestre e un pavimento in legno che continua da un ambiente all’altro. Tutto ruota attorno alla stessa idea di ordine visibile, ottenuto senza irrigidire l’insieme.
Una casa familiare distribuita su più livelli
Al piano superiore i bambini hanno spazi propri, separati dalla zona principale ma ancora dentro la stessa logica distributiva. Le due figlie condividono una camera rosa, mentre il fratellino ha il suo letto a casetta sull’albero, un elemento che introduce una nota più giocosa nel quadro generale. In un’altra stanza, più piccola, si trova la camera degli ospiti, descritta come il punto con la vista migliore. Da lì si vede la piccola torre dell’edificio del Vredespaleis; la sera, le luci lontane e gli alberi in primo piano costruiscono una scena quasi narrativa.
La forza di questo interior di casa familiare sta nella sequenza dei suoi spazi, non in un singolo effetto. Ogni piano porta un ritmo diverso: la zona giorno più aperta e articolata, il livello dei bambini più definito, la stanza degli ospiti raccolta intorno a una finestra. L’insieme resta leggibile perché i colori tornano, le cornici ripetono certe linee e i materiali si parlano senza alzare il volume. Anche i dettagli più piccoli, come le tende o la posizione di un’apertura, aiutano a capire come la casa sia stata abitata e riorganizzata.
Luce, legno e passaggi tra le stanze
Le immagini mostrano bene il modo in cui la luce attraversa la casa: filtra dalle finestre, scivola sulle tende rosa chiaro, si appoggia sul legno del pavimento e alleggerisce gli spigoli delle boiserie. Nei punti di passaggio, le porte e le cornici tengono in asse le prospettive, mentre una parete blu scuro interrompe e poi riprende il ritmo cromatico. Anche la scala, con la ringhiera bianca e lo specchio rotondo, aggiunge un segno preciso senza sottrarre spazio. È un interno che si legge per dettagli successivi, mai tutto insieme.
La presenza di arredi su misura rende più evidente il rapporto tra progetto e uso reale. Il mobile dell’ufficio, la tv nascosta, le sedute attorno al tavolo e i passaggi tra cucina, pranzo e soggiorno rispondono a una stessa logica: lasciare visibili le strutture della casa, ma adattarle alla vita di una famiglia. La casa mantiene il carattere dell’impianto originario e, allo stesso tempo, introduce gesti molto concreti. Una parete tolta. Un tessuto davanti alla finestra. Un blu profondo che torna in più punti e tiene insieme le stanze senza dirlo apertamente.
Fotografie: Carin Verbruggen e Ferry Drenthem Soesman
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