Penthouse in stile loft con terrazza sul tetto
Un volume industriale lasciato quasi nudo, grandi vetrate su tutti i lati e una vista lunga sulla città: qui il
penthouse stile loft
prende forma a partire da ciò che già c’era. Il quarto piano, con i suoi 225 m2 di superficie abitabile, è stato trasformato insieme a una terrazza sul tetto di 173 m2. L’impianto non cerca di nascondere il casco originario; lo mette in primo piano, lasciando che colonne, cemento e aperture ampie dettino il passo alla distribuzione.
Una pianta aperta che segue la luce
La scelta della pianta aperta conserva le linee di vista e lascia scorrere la luce dentro gli ambienti principali. Le grandi superfici vetrate e i balconi esposti a sud e ovest mantengono il rapporto con il cielo e con i cambi di luce durante la giornata. La zona giorno resta libera da partizioni superflue, così il soggiorno, la cucina e lo spazio pranzo si leggono in continuità. Il carattere industriale del volume non viene rivestito: resta visibile, con materiali e proporzioni che richiamano l’origine dell’edificio.
La disposizione è stata costruita anche in funzione del sole. Le camere private e i bagni si trovano sul lato est, verso la strada, mentre le aree di soggiorno ricevono la luce più a lungo. È una scelta che si percepisce subito nei passaggi tra le stanze: le zone più riservate restano raccolte, le altre si aprono verso le vetrate. In questo equilibrio, il
penthouse stile loft
non rinuncia alla privacy, ma la organizza senza interrompere il flusso visivo dell’interno.
Il nucleo tecnico come grande arredo
L’accesso è stato ripensato spostando la porta d’ingresso verso il vano scala, così dall’ascensore si entra direttamente nella zona giorno. Accanto al vano della salita si raccolgono impianti, lavanderia e scala, collegati in un unico blocco. Questo nucleo è trattato come un grande elemento d’arredo: rivestito, dettagliato e materializzato con precisione, sta in netto contrasto con il casco grezzo attorno. Il risultato è una presenza compatta che ordina lo spazio senza appesantirlo.
Tra soggiorno e cucina è sospeso un camino girevole, posizionato nel tratto più stretto dell’abitazione. Il fuoco resta visibile da più punti e lega tra loro i diversi assi della casa. È un gesto semplice, ma molto leggibile, perché introduce un centro mobile nel cuore dell’ambiente aperto. In un interno così lineare, il camino interrompe la continuità solo quanto basta per dare un punto di sosta allo sguardo.
Materiali lasciati in vista
Mattoni a vista, struttura a colonne e superfici in cemento definiscono il tono dell’interno. La tecnica costruttiva originaria non viene coperta, ma assunta come parte del progetto. Questa materia grezza convive con
finiture su misura
più rifinite, soprattutto nel blocco centrale e negli arredi fissi. Il contrasto non è decorativo: serve a far emergere la struttura portante e a dare corpo agli elementi nuovi, come se fossero stati inseriti nel volume fin dall’inizio.
Il pavimento galleggiante in calcestruzzo integra il
riscaldamento a pavimento nel calcestruzzo
in tutta la zona abitabile. Lo stesso impianto può raffrescare gli ambienti nei mesi estivi. Anche qui il dato tecnico è parte della lettura spaziale: la superficie continua, senza interruzioni evidenti, accompagna l’ampiezza della pianta e lascia lavorare meglio le grandi aperture. Il pavimento diventa un piano uniforme su cui si appoggiano gli arredi e le variazioni di luce.
Camera e bagno separati da una lastra di vetro
Nella zona notte, il dettaglio più evidente è la
parete in vetro bagno
, che mette in relazione camera e area umida senza chiudere del tutto il passaggio visivo. Il letto bianco, il pannello in legno alle spalle e la luce che filtra dalla finestra costruiscono un ambiente più raccolto rispetto alla zona giorno, ma ancora leggibile nel disegno generale. Le superfici restano sobrie, con pochi elementi ben misurati e una sequenza chiara tra riposo, passaggio e servizio.
Il bagno continua questo linguaggio con vetro, bianco e inserti in legno a doghe. La doccia si legge attraverso la lastra trasparente, mentre il lavabo si appoggia su una parete pulita che lascia emergere rubinetteria e tagli orizzontali. In un progetto dominato da grandi campiture e da materiali grezzi, questi dettagli portano una precisione domestica molto concreta. Non addolciscono il volume: ne precisano le soglie.
La terrazza sul tetto segue il sole
La
terrazza sul tetto
è organizzata per momenti diversi della giornata. Al mattino c’è una zona lounge, nel pomeriggio i lettini prendisole, la sera il tavolo per cenare all’aperto. La disposizione non è simmetrica, ma segue l’orientamento del sole e l’uso reale dello spazio. Parte della pavimentazione è affiancata da
prato artificiale in terrazza
, una scelta che ammorbidisce la lettura del piano esterno e introduce una pausa visiva tra le superfici dure.
Le grandi piante di olivo aggiungono protezione e una soglia più raccolta attorno alle sedute. Non chiudono il terrazzo, lo filtrano. Insieme alla copertura e alle zone pavimentate creano un’estensione esterna che si usa in modi diversi, senza cambiare atmosfera da un’ora all’altra. Anche qui il progetto lavora per sequenze: stare seduti, distendersi, mangiare, attraversare. Ogni gesto trova un punto preciso sulla terrazza.
Un esterno che accompagna l’interno
Dal soggiorno alla terrazza, il passaggio resta leggibile grazie alle grandi superfici vetrate e alle porte che mettono in continuità i due livelli d’uso. All’esterno, il grigio del calcestruzzo e il verde artificiale disegnano un contrasto netto, ripreso dalle linee rettangolari della pavimentazione. Le immagini mostrano un’area esterna costruita con pochi materiali e con un controllo preciso delle proporzioni, più vicina a una stanza all’aperto che a un semplice sfogo del tetto.
In tutto il progetto, il
penthouse stile loft
mantiene lo stesso registro: spazi aperti, materia lasciata in vista, elementi su misura che organizzano la circolazione. Le grandi finestre non servono solo a illuminare, ma a tenere presente la profondità del volume e il rapporto con l’orizzonte urbano. È questo dialogo tra struttura originaria e interventi nuovi a dare alla casa la sua lettura più chiara.
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