Tettoia per terrazza ristorante con struttura in acciaio e telo PVC
La linea del tetto corre diritta sopra il terrazzo, sostenuta da una Tettoia per terrazza ristorante con struttura in acciaio e telo in PVC. Sotto, tavoli e sedie restano allineati su una pavimentazione piastrellata, mentre la fascia trasparente delle pareti in vetro mantiene leggibile il rapporto con l’edificio. Il risultato non è un semplice riparo: è uno spazio esterno che può essere usato più a lungo, con protezione da pioggia, sole e vento senza perdere contatto con l’ambiente circostante.
Una copertura pensata per un uso prolungato
La richiesta era chiara: sostituire la logica dei parasoli tradizionali con una soluzione più stabile e più adatta a un terrazzo di ristorazione. I parasoli, soprattutto quando il vento aumenta, lasciano scoperte porzioni importanti del servizio e richiedono continui spostamenti. Qui la copertura lavora invece come un volume fisso, definito da misure precise di 20 x 8 metri. Il telo in PVC, resistente alle condizioni meteo variabili, crea una schermatura continua sopra l’area seduta e permette di sfruttare il terrazzo per una parte maggiore dell’anno.
La presenza dell’acciaio si percepisce nella griglia regolare dei montanti e delle travi. Le colonne non sono nascoste: scandiscono il bordo del terrazzo e disegnano una sequenza ordinata lungo il perimetro. Questa scelta è anche tecnica, perché il fissaggio diretto alla facciata non era possibile. La tettoia è quindi sostenuta da un telaio in acciaio posto davanti all’edificio, con appoggi studiati per lavorare in modo corretto sulla linea dei coprimuro in calcestruzzo.
Il telo in PVC come superficie continua
Il telo in PVC definisce la parte più visibile della copertura. La sua presenza è leggibile nel tratto orizzontale del tetto, che resta teso e regolare sopra l’area tavoli. Non si tratta di un elemento decorativo, ma di una superficie che deve reggere il confronto con luce intensa, pioggia e aria in movimento. La scelta del materiale permette di contenere il profilo complessivo della struttura, lasciando più evidenti i bordi metallici e la sequenza dei sostegni.
Nei dettagli ravvicinati si vedono giunti, collegamenti e punti di connessione tra colonne e travi. È lì che la tettoia mostra la sua logica costruttiva: pezzi distinti che si incontrano con precisione, senza appesantire il fronte del terrazzo. Anche i profili del tetto e gli elementi d’illuminazione sotto copertura contribuiscono a dare ritmo allo spazio. La parte inferiore non resta neutra; viene letta come un soffitto attrezzato, con una trama lineare che accompagna la lunghezza del tavolato e la distribuzione dei posti a sedere.
Una zona separata all’ingresso per i fumatori
All’ingresso è stata aggiunta una tettoia area fumatori, separata dall’area principale del terrazzo. Anche qui il tema è pratico: offrire riparo a chi si ferma all’esterno, soprattutto quando il tempo è umido o il vento rende scomoda la sosta. La copertura riduce l’esposizione diretta e crea un punto protetto vicino all’accesso, senza interferire con la disposizione del terrazzo. Questa seconda installazione amplia l’uso dell’area esterna e la rende più leggibile nei diversi momenti della giornata.
Il rapporto tra le due coperture resta coerente grazie alla stessa grammatica costruttiva: acciaio, superfici tese e una presenza discreta ma chiara lungo il bordo dell’edificio. Le pareti in vetro, visibili in più punti della documentazione fotografica, filtrano la vista verso l’interno e alleggeriscono il passaggio tra chiusura e apertura. Il terrazzo non viene isolato; viene piuttosto definito da una sequenza di elementi che separano, proteggono e lasciano passare la luce.
Domotica per tettoia e gestione centralizzata
La copertura è integrata in un sistema di domotica per tettoia, così da poter essere comandata da un punto centrale. Questo aspetto non si legge come un effetto scenografico, ma come una parte essenziale del funzionamento quotidiano. In un contesto hospitality, il controllo centralizzato semplifica la gestione delle diverse zone coperte e permette di coordinare l’uso dello spazio in modo più lineare. Il sistema non cambia il disegno della struttura, ma ne rende più immediata l’attivazione e il controllo.
Sotto il tetto, la sequenza dei punti luce segue la direzione delle travi e accompagna la profondità del terrazzo. In alcune immagini, il soffitto mostra un effetto a doghe che accentua la lunghezza dell’insieme, mentre il bordo vetrato mantiene il contatto visivo con il volume dell’edificio. La scena è ordinata, ma non statica: i materiali riflettono in modo diverso la luce del giorno e quella artificiale, mettendo in relazione la superficie del telo, l’acciaio scuro e le parti trasparenti.
Il terrazzo come estensione del servizio
Le sedute disposte in file regolari mostrano bene l’uso previsto per questa copertura. Il pavimento piastrellato, i tavoli rotondi e i montanti ravvicinati costruiscono un ambiente esterno che resta leggibile anche quando è occupato. La struttura non invade il campo visivo più del necessario; lascia invece spazio alla disposizione del servizio e al passaggio delle persone. È una tettoia per terrazza ristorante che lavora sulla continuità del piano, non sull’effetto.
Il fronte del terrazzo dialoga con la facciata in mattoni e con le ampie superfici vetrate dell’edificio. Nei fotogrammi più ampi, il grande volume costruito sullo sfondo aiuta a capire la scala dell’intervento, mentre nei dettagli la tettoia si appoggia con precisione ai suoi elementi portanti. La scelta di una struttura in acciaio consente di coprire una campata importante senza perdere leggibilità, e il telo in PVC chiude la parte superiore con una superficie semplice da leggere a distanza.
Dettagli che tengono insieme struttura e uso
I punti di appoggio sui coprimuro in calcestruzzo sono un dettaglio decisivo. Servono a distribuire il carico e a posizionare i montanti in modo corretto, soprattutto quando la copertura non può essere fissata direttamente alla parete. Questa soluzione tecnica resta visibile solo in parte, ma spiega la pulizia della composizione finale. Le linee principali corrono parallele, le connessioni sono contenute e la percezione complessiva è quella di una struttura calibrata sul bordo del terrazzo.
Anche la lettura dal basso è significativa. La parte inferiore della tettoia, con le sue linee ripetute e i corpi illuminanti, trasforma la copertura in un vero elemento architettonico del servizio esterno. Non è un’aggiunta temporanea né un semplice accessorio stagionale. La relazione tra acciaio, telo in PVC, pareti in vetro e domotica per tettoia costruisce un sistema leggibile, pensato per lavorare ogni giorno e per adattarsi all’uso dell’area esterna senza sovraccaricarla.
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