Ufficio open space con arredi su misura e parquet in rovere continuo
L’ingresso divide subito la pianta e mette in chiaro l’impostazione dell’interno ufficio open space con arredi su misura e parquet in rovere continuo: da una parte l’area di lavoro aperta, dall’altra sala riunioni, cucina e archivio. Il passaggio è leggibile già nel pavimento in rovere naturale, che corre senza interruzioni da uno spazio all’altro. Le superfici bianche prendono il sopravvento sulle pareti e sui volumi di contenimento, mentre il legno scuro compare come segno preciso, usato per dare ritmo senza spezzare la continuità visiva.
Un unico mobile per allineare le postazioni
La parte più delicata del progetto riguarda le scrivanie. Ogni postazione doveva restare distinta, ma senza chiudere il dialogo tra i colleghi. La risposta è un grande mobile integrato, costruito con blocchi intermedi che disegnano il posto di ciascuno e, allo stesso tempo, tengono insieme l’insieme. Il fronte resta lineare, quasi continuo, ma le interruzioni calibrate evitano la lettura di un banco unico e anonimo. Qui il tema non è decorare, ma distribuire lo spazio di lavoro con precisione.
Postazioni di lavoro con un grande mobile integrato
Il sistema delle postazioni di lavoro con un grande mobile integrato funziona anche a livello visivo. I pannelli bianchi, i tagli netti e gli elementi di separazione costruiscono una sequenza ordinata, utile a leggere i confini senza alzare barriere. Le sedute, le cassettiere e i passaggi tra un piano e l’altro si inseriscono in questa grammatica sobria. Il risultato è un ufficio che lascia vedere subito come è organizzato, perché ogni elemento racconta una funzione precisa.
Il rovere naturale del pavimento continua sotto le diverse zone e lega ambienti che, nella pianta, hanno usi differenti. La sala riunioni si affaccia sullo stesso asse dell’open space, mentre la cucina e l’archivio restano separati dietro l’area d’ingresso. Questa distribuzione permette di attraversare l’ufficio senza perdite di orientamento. Le linee dell’arredo aiutano la lettura dello spazio, soprattutto dove il mobilio si innesta nella parete e accompagna il percorso con un andamento regolare.
Bianco, rovere e un accento scuro ben misurato
La palette parte dal bianco, usato per grandi superfici di armadiatura, piani e pareti. Su questa base si appoggia il parquet di rovere continuo, che rende più leggibile l’ampiezza degli ambienti e collega le funzioni interne. Il terzo elemento è il legno tinto scuro, presente nella parete armadi completa e in alcuni arredi singoli. Non invade la scena, ma la concentra in pochi punti. Proprio per questo il contrasto tra chiaro e scuro resta netto e facile da leggere.
L’accento in rovere tinto scuro sulla parete entra in campo come una fascia compatta, mentre i volumi bianchi mantengono il resto del quadro aperto. Alcuni dettagli della boiserie e dei mobili seguono la stessa tonalità più profonda, così il progetto non si frammenta in pezzi diversi. È una scelta che lavora per piani: fondo chiaro, segno scuro, pavimento in continuità. Nei punti in cui il legno si ripete, l’occhio ritrova una misura costante, senza effetti superflui.
Parquet di rovere continuo e arredi su misura bianchi con accenti in rovere
Il parquet di rovere continuo è il filo che attraversa tutta la composizione. Si legge bene nelle immagini della zona ufficio, della riunione e degli spazi di servizio, dove il disegno della venatura accompagna tavoli, sedute e pareti. Anche gli arredi su misura bianchi con accenti in rovere lavorano nella stessa direzione: i fronti chiari riflettono la luce, le inserzioni lignee riportano il progetto a una materia più concreta. Insieme, i due registri definiscono un interno calibrato nei contrasti.
La luce naturale entra dalle grandi aperture e viene filtrata da lamelle o tende, così la superficie del legno non è mai piatta. Cambia tono a seconda dell’ora e mette in evidenza gli spessori degli arredi, i bordi dei piani e le rientranze dei mobili. Anche l’illuminazione artificiale segue una logica precisa: l’illuminazione da soffitto con faretti integrati scandisce le zone di passaggio, mentre nella sala riunioni compaiono corpi sospesi tondi sopra il tavolo.
La cucina come estensione dell’area di lavoro
La cucina con isola in area ufficio si inserisce nel progetto senza staccarsi dal resto. I fronti chiari e il blocco centrale dialogano con la presenza del legno, che ritorna nelle superfici di appoggio e nelle cornici. La composizione resta lineare, con una parete attrezzata lunga e leggibile e un’isola che raccoglie il movimento nello spazio. Anche qui il bianco non è neutro in senso passivo: serve a far emergere il ritmo dei volumi e la sequenza degli elementi integrati.
In alcune viste la cucina si apre verso un tavolo allungato, quasi una prosecuzione naturale del piano di lavoro. Sopra, due lampade sospese segnano l’asse centrale e portano attenzione sulla superficie sottostante. Le apparecchiature inserite nella parete e i vani aperti nelle colonne mostrano una progettazione basata sull’ordine della funzione, non sulla scenografia. Il legno più scuro compare in piccole dosi, così la zona resta coerente con il resto dell’ufficio e non si isola dal contesto.
Sala riunioni, luce diffusa e percorsi leggibili
L’ufficio open space con sala riunioni si legge come una sequenza di ambienti connessi. La sala non è trattata come stanza separata e basta: resta dentro la stessa grammatica di pavimento, colori e arredi. Le lampade circolari sopra il tavolo introducono una pausa visiva rispetto ai faretti integrati del resto dell’ufficio. Attorno, le superfici bianche e il rovere tengono insieme le funzioni, mentre il passaggio dall’area aperta alla riunione avviene senza cambi bruschi di materiale.
Nei punti più raccolti emergono anche dettagli domestici, come la piccola zona lounge con divano grigio e apertura vetrata ampia. È un frammento che alleggerisce il linguaggio più tecnico delle scrivanie e dei contenimenti. La luce, riflessa dal bianco delle pareti e attenuata dai tessuti alle finestre, rende leggibili i bordi dei mobili e le ombre sottili sotto i piani. Il progetto, così, non alza il tono: lavora con proporzioni controllate e con materiali che restano riconoscibili da vicino.
La sequenza finale porta fino ai servizi, dove il linguaggio cambia solo quanto basta. Una parete rivestita in tessere scure accompagna un mobile lavabo bianco e una vasca tonda, mantenendo lo stesso gioco di contrasto già visto negli altri ambienti. Anche qui la precisione dei dettagli conta più dell’effetto complessivo. L’insieme lascia un ufficio chiaro da leggere, costruito con arredi su misura, un parquet in rovere continuo e una distribuzione che assegna a ogni zona il proprio ruolo senza interrompere il dialogo tra le parti.
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